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3° mese della gravidanza

3° mese della gravidanza

3° mese della gravidanza

Il bambino è lungo 5 cm e pesa circa 10 gr. La testa, che comincia a distinguersi dal torace, mostra gli abbozzi di naso, orecchie e mandibola e nell’insieme costituisce 1/3 del volume totale dell’embrione.

Il corpo embrionale presenta gli abbozzi di ossa, muscoli, nervi e grossi vasi. La parete addominale contiene già lo stomaco, il fegato, il pacchetto intestinale e due organi che successivamente migreranno nella cavità toracica.
E’ in corso la differenziazione sessuale nel senso determinato dal genotipo, XX oppure XY. Per la precisione, la presenza del cromosoma Y nelle cellule germinali primordiali provocherà da una parte la formazione dei testicoli e delle relative vie escretrici, dall’altra la regressione degli organi genitali femminili (tube, utero e tratto vaginale superiore) che sono abbozzati anche nell’embrione XY; l’assenza dello stesso cromosoma Y, al contrario, orienterà le gonadi primitive in senso femminile e favorirà il pieno sviluppo delle tube, dell’utero e della vagina.

In un certo senso, quindi, “nasciamo” tutti femmine, almeno potenzialmente, in grado di acquisire i caratteri sessuali secondari femminili: solo la presenza o meno di una sostanza di origine testicolare (MIF) potrà negare o confermare, entro la dodicesima settimana di gestazione, tale orientamento di fondo. Il fenotipo (cioè l’aspetto esteriore) maschile o femminile sarà comunque valutabile dall’ecografista solo più tardivamente, intorno alla quindicesima settimana, quando si renderanno evidenti i genitali esterni.

Intanto nella zona dove l’uovo si è annidato adesso è al lavoro un tessuto molto speciale che cresce rapidamente erodendo la parete uterina. E’ la placenta, un disco a struttura connettivale che al termine della gravidanza raggiungerà il diametro di 16-20 cm. e il peso di 500-600 gr. (circa 1/6 del peso fetale), con una faccia rivolta verso il feto ed una aderente alla parete uterina. La placenta è l’organo deputato agli scambi respiratori e nutritivi tra madre e feto, una sorta di vasca in cui il sangue fetale, passando, rilascia le sue scorie e si rifornisce di ossigeno e nutrienti che la mamma gli cede. E tutto questo senza che ci sia mai un contatto diretto tra le due circolazioni, in modo da proteggere il più possibile il feto dal rischio di trasmissione di eventuali infezioni materne.

Tutti gli scambi avvengono infatti attraverso una sottile membrana di origine fetale che non permette mai il passaggio di sangue ma solo la diffusione da un versante all’altro, delle sostanze che dal sangue sono veicolate. La placenta è anche una grossa ghiandola endocrina in grado di rimpiazzare degnamente, a partire approssimativamente dall’ottava settimana, la funzione del corpo luteo ovarico.

Per la verità la placenta fa molto di più, nel senso che concorre alla costituzione della cosiddetta unità materno-feto-placentare, un insieme complesso che, grazie ad un corredo enzimatico ben assortito, produce in quantità industriali sia ormoni di natura proteica (gonadotropina corionica, lattogeno placentare, tireotropina ecc.), che ormoni steroidei, cioè derivati dalla struttura fondamentale del colesterolo (estrogeni, progesterone ed i loro precursori). Si tratta di molecole preziosissime ai fini della regolare evoluzione della gravidanza, ognuna con una funzione peculiare nel delicato equilibrio fra i metabolismi materno e fetale.

Il lattogeno placentare (HPL) ad esempio, da una parte prepara la ghiandola mammaria in vista dell’allattamento, dall’altra stimola la crescita fetale diminuendo nella madre la sensibilità all’insulina e deviando perciò verso il feto cospicue scorte di zuccheri ed aminoacidi. Il progesterone, invece, gioca un ruolo importante proprio nel mantenimento dello stato di gravidanza (ed è detto “ormone della gravidanza”) in quanto inibisce la contrazione del muscolo liscio della parete uterina e ritarda così l’insorgenza del travaglio. E questo mentre gli estrogeni, attivando la sintesi proteica, stabiliscono nuove connessioni intercellulari proprio a livello dell’utero e, nelle ultime settimane, preparano il terreno in vista dello stesso travaglio di parto.

La placenta è collegata al feto dal cordone ombelicale, un’altra struttura di natura connettivale che a termine di gravidanza avrà un diametro di 15-20 mm. ed una lunghezza di 50-60 cm., con un caratteristico aspetto a spirale. Nel calibro del funicolo scorrono tre grossi vasi: una vena ombelicale, che trasporta sangue arterioso, ricco di ossigeno, dalla placenta al feto, e due arterie ombelicali che al contrario portano via dal feto alla placenta sangue carico di scorie, in modo che possa riossigenarsi. La vena è 2-3 volte più voluminosa delle due arterie che, una volta giunte nella placenta, si ramificano in una serie di villi coriali sempre più sottili attraverso le cui pareti si verificano gli scambi metabolici e respiratori fra il versante materno e quello fetale.

Gli stessi villi, poi, ripercorrono la strada inversa fino ad originare la vena ombelicale. La placenta è un organo speciale, sia per l’intensa attività proliferativa che per le numerose funzioni che assolve. Lo stesso si può dire, in un certo senso, per il cordone ombelicale che da qualche anno si è rivelato preziosissimo anche dopo la gravidanza, quando il bimbo ha già visto la luce e si nutre del tuo latte! Dal funicolo può infatti essere prelevata facilmente una discreta quantità di sangue fetale, le cui cellule, essendo poco differenziate, sono dotate di una formidabile capacità proliferativa. Ebbene, questa proprietà può rivelarsi utilissima in alcune condizioni particolari, soprattutto nei pazienti affetti da tumori ematologici (spesso bambini) che vengono sottoposti a pesanti cicli di immunosoppressione del midollo osseo in vista del trapianto. La trasfusione di sangue fetale immunocompatibile, in questi casi, può servire a ridurre i gravi rischi infettivi ed emorragici che questi pazienti corrono.

Anche tu puoi contribuire, acconsentendo al prelievo del sangue cordonale, operazione semplice e del tutto priva di rischi sia per te che per il tuo bambino