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4° mese della gravidanza

4° mese della gravidanza

4° mese della gravidanza

Con l’inizio del 4° mese della gravidanza e col primo trimestre si è chiuso un periodo critico della gravidanza, quello in cui è massimo il rischio di aborto (10-15% di tutti i concepimenti), quello in cui l’assunzione impropria di farmaci ed alcune malattie infettive possono arrecare i danni più gravi ai tessuti embrionali ancora poco differenziati.

Questi tessuti possiedono infatti una straordinaria capacità proliferativa: dunque qualunque “guasto” al corredo cromosomico di una cellula si ripeterà in tutte le generazioni di cellule figlie, compromettendo in buona parte la funzionalità dell’organo interessato.

Dal quarto mese, in genere, anche i fenomeni neuro-vegetativi materni (nausee, vomito, scialorrea, vertigini, ecc.) tendono a regredire, segnalando così il raggiungimento di un migliore equilibrio psico-fisico nella futura mamma e l’apertura di una fase nuova.

Si va pian piano realizzando e stabilizzando una serie di preziosi meccanismi di adattamento dell’organismo materno nei confronti dello stato di gravidanza.

I potenti stimoli endocrini hanno già indotto un notevole sviluppo delle fibre muscolari uterine che si sono allungate ed ispessite. L’ulteriore aumento di volume dell’utero sarà dovuto adesso alla crescita del feto e dei suoi annessi che determinerà una vera e propria espansione dell’organo in tutte le direzioni, soprattutto in senso longitudinale.

Prima della gravidanza l’utero era lungo 6-7 cm. e pesava circa 80 gr. Alla fine della gestazione supererà i 30 cm. di lunghezza e peserà circa 1 kg.

Dal quarto mese in poi l’utero non può essere contenuto entro il bacino e la sua estremità superiore può essere palpata in addome: la misura dell’altezza del fondo uterino fornirà al ginecologo di mese in mese un indice indiretto dell’accrescimento fetale.

Inoltre l’organo comincia a ruotare da sinistra verso destra, dislocato in tal senso dalla presenza, nel bacino a sinistra, del retto-sigma, l’ultimo tratto di intestino.

Anche il collo uterino subisce delle modificazioni morfologiche e funzionali. L’aumentato afflusso di sangue gli conferisce una consistenza pastosa ed una colorazione cianotica caratteristica, uguale peraltro a quella della vulva. Le ghiandole del canale cervicale intanto aumentano notevolmente la loro produzione di muco fino a formare un vero e proprio tappo mucoso, piuttosto denso, sistemato davanti all’ingresso della cavità uterina per proteggerla dai microrganismi patogeni che dall’ambiente esterno penetrano in vagina.

In gravidanza il collo dell’utero ha poi un altro ruolo, ancora più prezioso e tipico della specie umana. Esso funge da supporto meccanico per la camera gestazionale: opponendosi alla forza di gravità che tenderebbe ad espellerla, le consente di crescere indisturbata senza che il suo stesso peso laceri le membrane amniocoriali o stacchi la placenta dalla sua area d’inserzione sulla parete uterina. Tutto questo grazie ad una robusta trama di fibre connettivali, pronta ad allentarsi e sciogliersi solo in prossimità del travaglio di parto: il massimo dell’efficienza!

Anche l’aumento di peso della futura mamma adesso è più evidente. Se finora l’incremento è stato di 1 kg. circa, d’ora in poi procederà al ritmo approssimativo di 400 gr. a settimana, fino a realizzare, se non ci sono particolari restrizioni dietetiche, un aumento al termine della gestazione di 12 kg. circa.

A cosa è dovuto l’aumento di peso in gravidanza? E’ facile intuire che sono diversi i fattori responsabili, primo fra tutti il feto con i suoi annessi: un bimbo di 3400 gr., per esempio, porterà con sé al momento del parto una placenta di 600 gr. e liquido amniotico per 800 gr. circa.

Il secondo elemento più importante è la ritenzione idrica da parte di tutti i tessuti, in particolare di quello connettivo. Essa è dovuta ancora una volta all’azione degli estrogeni e può comportare anche edemi alle gambe.

L’utero cresce di 1 kg., rimangono da ricordare le mammelle ed il sangue: quest’ultimo, diluendosi, aumenta la sua massa liquida di 1-1,5 litri e quella di globuli rossi di 200-400 ml. Il tutto per soddisfare le accresciute esigenze di un circolo che adesso comprende anche il distretto placentare.

Un’ultima nota. E’ ormai chiaramente dimostrato che incrementi ponderali eccessivi, specie se associati ad altri fattori di rischio, sono correlati alle più temibili complicanze del terzo trimestre (gestosi, distacco intempestivo di placenta, ecc.). Dunque d’ora in poi occhio alla bilancia e… al carrello della spesa.