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9° mese della gravidanza

9° mese della gravidanza

Arrivata al 9° mese della gravidanza non dovrai aspettare molto per poter abbracciare il tuo bambino.

E’ già pronto a nascere, tutti gli organi si sono sviluppati, anche se alcuni di essi avranno bisogno di più tempo per essere del tutto funzionali.
La pelle è liscia, lo strato di vernice è parzialmente caduto e galleggia nel liquido amniotico.
Il cranio non è del tutto ossificato: le due fontanelle si formeranno qualche mese dopo la nascita.
Il cervello continuerà il suo sviluppo fino al momento in cui il bambino avrà 18 o 20 anni e si formerà grazie alle esperienze di vita di tutti i giorni.
Il bebè espelle tra i 25 ed i 30 ml di urina ogni ora.

L’urina viene espulsa nel liquido amniotico, dove si bagna il bebè. Quando si rompono le acque, il liquido esce dal collo dell’utero che è in fase dilatatoria, in modo da fungere da lubrificante per facilitare il passaggio del bambino.

Nelle ultime settimane, il bebè cresce, diventa più forte ed ingrassa. Non riesce quasi a muoversi (anche se continua a dare qualche calcio nel pancione) e sarà molto contento di poter uscire.
Alla fine di questo mese pesa in genere 3 kg. e misura 50 cm.
Dato che stai vivendo la fase finale della gravidanza, è possibile che ti sentirai tirare la parte bassa del ventre e avrai dei dolori diffusi in tutto il corpo, che si prepara per il parto. E’ dunque normale che i legamenti facciano male. Il bebè è pesante ed adotta una posizione per nascere, sentirai quindi più che mai il suo peso.

Sul piano fisico, hai gli stessi sintomi dei mesi precedenti ma adesso che il bebè è pronto a nascere, puoi respirare più facilmente.
E’ possibile che avrai più difficoltà ad addormentarti.

Sul piano emotivo, sei eccitata, ansiosa, impaziente ed immagini molte cose riguardanti il tuo bebè.
Non sei tranquille e ti mostri irascibile nei confronti di persone che ti bombardano di domande sulla tua gravidanza, che non sembra finire mai. Grazie al loro istinto, le donne si rendono conto del momento esatto per andare in ospedale o per telefonare al medico.
Non si sa esattamente cosa provochi il parto ma si pensa che si tratti di una serie di sostanze naturali prodotte dal corpo e chiamate prostaglandine perché stimolano l’attività muscolare uterina e provocano la liberazione di ossitocina, entrambi fattori importanti della dilatazione. I cambiamenti fisici del pre-parto sono:

. sensazione crescente di pressione sull’osso sacro e sul retto;
. perdita di peso o cessazione dell’aumento del peso;
. perdite rosacee o di sangue;
. aumento delle contrazioni ;
· diarrea

Il parto non è ancora iniziato se hai questi sintomi:
· le contrazioni non sono regolari e non aumentano di intensità;
. le contrazioni spariscono quando cambiate posizione;
· le perdite sono di colore marrone.

Tuttavia, quando le contrazioni del pre-parto iniziano a farsi più frequenti e dolorose, puoi domandarti se è il buon momento. Sarai allora pronta per il parto se:
· le contrazioni si intensificano quando cambiate posizione o se non spariscono;
. il dolore inizia nella parte bassa della schiena e va verso la parte inferiore dell’addome e verso le gambe;
· queste contrazioni possono essere accompagnate da diarrea;
. le contrazioni sono progressivamente più frequenti e dolorose;
. hai delle perdite rosacee o di sangue;
. si sono rotte le acque.

Nella maggior parte dei casi, il parto si svolge senza complicazioni dell’ultimo minuto. Tuttavia, se sarà necessario, la medicina moderna dispone di strumenti che l’équipe medica utilizzerà per portare al mondo il bambino.

L’episiotomia è un’incisione nella parete vaginale e nei muscoli del perineo, praticata dai medici nel momento dell’espulsione. Alcuni medici la praticano sistematicamente, mentre altri solo in caso di necessità.

Si fa quando la testa del bebè è già fuori, durante una contrazione. Non è necessario procedere con l’anestesia ma, dopo il parto, dovrà essere fatta per ricucire la ferita.

Dopo il parto, dovrai aspettare tra le tre e le quattro settimane perché la ferita si cicatrizzi.

I primi giorni sono in genere dolorosi, soprattutto quando ti siedi. L’igiene è indispensabile ed i rapporti sessuali devono essere evitati ad ogni costo (in ogni caso alcune settimane dopo il parto).

Il forcipe è una pinza con le estremità a forma di cucchiai che si adatta alla testa del bebè e che viene impiegata per farlo uscire dal ventre della mamma, qualora ci fossero dei problemi.

Attualmente questo metodo non presenta problemi per la madre o il bambino. Viene utilizzato quando il bebè è troppo grosso, quando è prematuro (affinché non faccia sforzi per nascere), quando si è fatto ricorso ad una peridurale o se si vuole evitare un parto lungo. Il cesareo consiste nel fare un’incisione all’addome, ai muscoli e all’utero della madre per facilitare la nascita del bebè quando non si riesce per vie naturali. In molti casi i motivi che implicano un cesareo sono di tipo fisico e, in altri casi, si tratta di ragioni legate al problema della madre: diabete, herpes genitale.

In tutti questi casi, il cesareo è stato deciso prima del parto e la madre si è dunque potuta preparare.

Il cesareo si realizza sempre più spesso sotto anestesia peridurale in modo che la madre possa assistere alla nascita del suo bebè. Il postoperatorio non dura molto più di un parto normale. L’indomani la madre può alzarsi ma dovrà restare in ospedale ancora per qualche giorno.

Anche se il parto è legato al dolore e questo non può eliminarsi del tutto, la medicina moderna ci offre delle soluzioni in grado di ridurre o controllare il dolore.
Tutte le madri si sentono angosciate ed hanno paura del momento del parto, soprattutto se diventeranno madri per la prima volta.
Se affronti questo momento in piena sicurezza e se hai seguito i corsi di preparazione al parto, avrai l’impressione che sia più facile.
Al contrario, se arrivi angosciata e stressata, avrai la sensazione di vivere un vero incubo.

Ogni donna ha un modo diverso di resistere al dolore. Per questo motivo è necessario che per le donne che ne hanno bisogno vi sia una soluzione. Oggi la soppressione o attenuazione del dolore è legata all’uso di tecniche controllate.

L’anestesia generale viene usata quando lo stato di ansia e di paura della madre, la fatica o il dolore possono impedire che il parto si svolga tranquillamente. Normalmente non dura più di un’ora. E’ sempre meno utilizzata poiché è stata sostituita dalla peridurale. I casi nei quali è ancora utilizzata sono: l’urgenza di praticare un cesareo, il bisogno di utilizzare il forcipe per separare la placenta o perché la donna presenta un impedimento fisico (come per esempio una malformazione della colonna vertebrale).

L’anestesia peridurale, detta anche  epidurale, è praticata frequentemente. Presenta molti più vantaggi di quella generale poiché rende insensibile la parte inferiore del corpo e permette che la donna sia allo stesso tempo cosciente per assistere alla nascita. La peridurale è praticata quando il collo dell’utero ha raggiunto una dilatazione di 3 cm e richiede la presenza continua di un’anestesista.

L’anestesia viene iniettata tra la terza e la quarta vertebra lombare ed arriva fino ai nervi che partono dal midollo osseo.

E’ consigliata per i parti lunghi e molto dolorosi, quando la dilatazione non avanza o nei casi di donne diabetiche per evitare loro un parto cesareo. Tuttavia, l’uso della peridurale provoca mal di testa e dolori lombari nei giorni che seguono il parto. Può anche richiedere l’uso del forcipe perché il ventre è insensibile e la donna non riesce a spingere.