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Asilo nido: consigli utili per un buon inserimento

Asilo nido: consigli utili per un buon inserimento

Il primo giorno all’asilo nido
L’asilo nido è una scuola dove possono essere accolti i bambini di un’età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, quindi molto piccoli.
E’ ovviamente il primo vero distacco dai genitori, e in particolare tra la mamma e il piccolo, che quindi deve essere in qualche modo preparato a questa esperienza del tutto nuova.
Vi daremo alcuni consigli molto utili su come prepararlo e come vivere l’inserimento in modo sereno e senza traumi da separazione.

L’atteggiamento della mamma
Una delle accortezze più importanti è l’atteggiamento della mamma, che non deve trasmettere ansia al bambino e, anzi, deve infondere serenità e sicurezza.
In realtà il trauma del distacco in qualche modo è vissuto da entrambi, anche se per un lasso di tempo limitato ogni giorno e perché nella madre potrebbe nascere inconsciamente un senso di colpa. Niente di tutto questo deve turbare entrambi i soggetti.

La preparazione dell’entrata all’asilo
Naturalmente i bambini di pochi mesi non hanno bisogno di essere preparati, mentre quelli che hanno dagli 8 mesi fino ai 3 anni, dovrebbero essere in qualche modo preparati, a cominciare dal prendere confidenza con la struttura scolastica.
Qualche giorno prima dell’apertura visitate la scuola, fategliela vedere da fuori, mostrategli le aule, la mensa, la sala dei giochi, il bagno e dove dovrà riporre il cestino.
Fategli anche vedere come sarà il suo pranzo, se scegliete quello a sacco, e percorrete insieme la strada che farete di lì a ogni giorno, in modo che cominci a essergli familiare.
Non mancate alle giornate di orientamento che di solito organizza la stessa scuola, proprio per aiutare genitori e figli in questa fase delicata.
Non dimenticate poi di abituare il bambino, almeno nella settimana precedente all’apertura, ai nuovi orari.
Mettetelo a letto presto e fatelo svegliare all’ora giusta, in modo che non abbia un impatto troppo brusco con i nuovi orari.
Fategli indossare il grembiulino e parlate con lui di come sarà l’asilo.
Una raccomandazione importante è quella di non insistere troppo su questo punto, nel senso di non trascorre ore intere a “convincerlo” di quanto sarà bello l’asilo, ma di indurlo a parlarne solo se lui vuole e per pochi minuti.
Lasciate che sia anche il padre ad accompagnare il bambino, in quanto sembra, secondo gli psicologi infantili, che il distacco da lui si più “leggero” rispetto a quello della mamma, con la quale inevitabilmente si crea una sorta di simbiosi, visto quanto sono piccoli.

I nuovi compagni dell’asilo
Uno degli aspetti del tutto nuovi che dovrà affrontare il bambino è quello di trovarsi a contatto con bambini della sua stessa età, quando fin’ora era stato abituato a stare soprattutto con gli adulti.
Contattate le mamme dei suoi futuri compagni e organizzate qualche incontro di giochi, in modo che possano fare già amicizia e ritrovarsi poi a scuola.

Il sostegno psicologico
E’ fondamentale dare il sostegno psicologico al bambino che sta per iniziare o ha già iniziato l’asilo.
Alla sera, prima di andare a letto o mentre cenate, soffermatevi a parlare di cosa ha fatto durante il giorno e fatevi raccontare qualsiasi cosa, facendogli domande e dimostrandovi attenti e interessati a tutto quello che vi racconta.
Per lui diventerà una buona abitudine e questo gli conferirà una certa sicurezza anche a scuola, perché sentirà il vostro sostegno.
Il dialogo fin da piccoli è importantissimo perché il bambino impari ad esprimere liberamente i suoi sentimenti anche con i propri genitori.
Se notate che il bambino piange prima di entrare all’asilo per i primi giorni (ma anche per le prime settimane), non costringetelo a rimanere perché sarebbe peggio.
Gli fareste apparire la scuola come un posto dove si ripete il “rito del pianto”, e lo identificherebbe come il “luogo dell’abbandono”.
Se gli può essere utile, lasciate che si porti dietro qualche oggetto a cui tiene molto, come un orsacchiotto, una macchinina, qualcosa insomma che gli dia sicurezza come una “coperta di Linus”. Lo aiuterà ad essere più tranquillo quando lo lascerete a scuola.
Nel momento preciso del distacco non mostratevi tristi, imbronciate e con gli occhi lucidi.
Il bambino percepirebbe all’istante il vostro stato d’animo e si rattristerebbe anche più di voi.

Mostratevi invece con un sorriso smagliante, allegro e con gli occhi pieni di gioia, o almeno sforzatevi di farlo finché non avrete voltato le spalle.
Cercate quindi di dare una certa “continuità” tra la casa e la scuola, facendogli apprezzare quanto può divertirsi con altri bambini, con i giochi e con le attività di gruppo.
Tra queste c’è anche la mensa, dove imparerà a mangiare in modo “rituale” allo stesso orario e con altri bambini, con i quali non esiterà a fare a gara per mangiare “tutto”.
Alcuni bambini con problemi di alimentazione infatti hanno potuto risolvere questo problema semplicemente mangiando in gruppo.
Curate anche voi l’alimentazione sana del bambino anche con quella a sacco, in modo che non senta troppo la differenza tra i sapori di casa e quelli della scuola.

Rewrite Susanna Matteini