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Il Garante nazionale dei diritti dei bambini

Il Garante nazionale dei diritti dei bambini

Numerose associaziazioni di importanza nazionale e internazionale (Movimento bebè, Unicef, Save of di children, Salvabebè) si sono fatti promotori presso il Governo italiano affinchè istituisca al più presto il Garante nazionale dei diritti dei bambini: è, infatti, urgente dare ai bambini e agli adolescenti italiani e a tutti i minori che vivono in Italia, un difensore civico che si occupi di loro.

I Paesi europei che hanno già istituito il Garante per l’infanzia sono:
– Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Georgia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

I Paesi europei che non hanno il Garante sono:
– Bielorussia, Bulgaria, Albania, Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Italia, Kossovo, Romania, Moldavia, Montenegro, Olanda, Serbia, Turchia, Svizzera, Ucraina.
Per tutti il punto di riferimento è la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU il 20 novembre 1989.
In attesa del Garante Nazionale quattro regioni italiane (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Marche) hanno istituito già i loro difensori dei bambini.

Corre l’obbligo riferire che, in Italia, prima della pausa estiva (2008) è stato approvato un disegno di legge per la istituzione del Garante per l’infanzia. L’obiettivo è quello di trasformare la proposta di legge in legge entro la fine dell’anno al fine di rendere operativa la figura del Garante per la tutela dei diritti di tutti i bambini.

Compito del Garante, secondo il disegno di legge, sarà quello di:
– dare voce ai più fragili, attraverso una maggiore attenzione ai servizi per l’infanzia, contrastando ogni forma di sfruttamento minorile e prestando particolare interesse verso ogni forma di abusi e maltrattamnenti entro e fuori la famiglia;
– risolvere il problema della notevole dispersione scolastica.
– assicurare, nel rispetto delle competenze delle Regioni, idonee forme di collaborazione con i Garanti Regionali già istituiti.

Si spera, naturalmente, che l’iter legislativo possa giungere a conclusione al più presto per una maggiore tutela di quelli che saranno gli uomini e donne del domani.