Linda

Linda

Viveva, tempo fa, in un regno del nord Europa la bella Linda. Abitava in una delle tante piccole casette costruite all’interno delle mura del regno di Re Goodman e qui si guadagnava da vivere tagliando e cucendo, giorno e notte, bellissimi abiti per la corte del Re; Linda infatti era una sarta, anzi, la sarta più brava di tutto il regno, tanto che la fama della sua abilità nel cucito era arrivata ai regni vicini. La “bella Linda” tutti la chiamavano, perché era davvero una bella ragazza dai lineamenti del viso gentili, dolcissimi occhi color nocciola e capelli così particolari che nessuno ne aveva mai visti di simili, di un rosso così caldo ed intenso che tutti li definivano capelli “color tramonto”. Abitava con lei la vecchia zia Adele, che l’aveva cresciuta da quando, come le raccontò, i suoi genitori morirono travolti da un calessino trainato da un cavallo imbizzarrito, e le aveva insegnato le arti del cucito. Era una fredda notte d’inverno, Linda cuciva vicino al camino:
“E’ mezzanotte passata, sono più di sei mesi che lavori quasi senza sosta su quell’abito! Riposa un po’!” disse zia Adele a Linda.
“Adesso, adesso lo metto da parte” rispose Linda senza convinzione e continuò a cucire.
“Certo che è proprio un bell’abito, ma perché proprio color pesca?” chiese zia Adele.
“Perché è il mio colore preferito e sono riuscita a farlo piacere anche alla principessa Zaira” rispose Linda.
“Sembra che quell’abito lo stia confezionando per te, bambina mia” continuò zia Adele.
“Magari zia! Ma questo è un abito da nozze regali, non è adatto ad una povera sarta come me” concluse.
E l’abito era davvero bello, color pesca, ricco di seta, pizzi e merletti; l’avrebbe indossato la principessa Zaira, la maggiore delle due figlie del Re Goodman, il prossimo aprile in occasione delle nozze compromesso sposo dall’infanzia, il principe Oscar del Bluesky, unico figlio dei Signori del Bluesky. Re Goodman era un buon sovrano e adorava le sue due uniche figlie, Zaira e Maura, non particolarmente buone ne belle ed entrambe in età da marito. Quella sera, seduto in loro compagnia vicino al grande camino, fingendo di leggere un libro le ascoltava parlare sotto voce:
“Oh cara! Certo che sei proprio fortunata! Oscar è proprio un bel giovane, educato e unico erede del meraviglioso regno del Bluesky!” disse Maura.
“Si, lo so, ma tu puoi esserlo altrettanto, cara; ho notato che Eduard usa verso di te delle maniere fin troppo cortesi, oserei dire che gli piaci, e pure molto! Devi solo assecondarlo un po’” le rispose Zaira con un sorrisetto malizioso stampato sulle labbra.
“Oh! Il cielo lo voglia!” sospirò Maura.
Sir Eduard di GreenMountain era quasi un fratello per Oscar; primogenito del nobile e ricco Conte di GreenMontain, era un giovane bello e simpatico; erano spesso ospiti l’uno dell’altro ed il Re e la Regina del Bluesky amavano Eduard come l’altro figlio che non avevano mai avuto. Il divertimento più grande dei due amici a Bluesky era stato fin da piccoli quello di dare noia alla pazza che viveva nella parte più alta del castello e che parlava solo col mago di corte, il buon Crisante, mentre a GreenMontain si divertivano a giocare a tiro con l’arco col bucato delle povere lavandaie. Erano ormai entrambi dei giovanotti e, un po’ spinti dai genitori, prossimi al matrimonio. Oscar si sarebbe sposato in primavera con la principessa Zaira e Eduard, più per saldare il vincolo con l’amico che per vero amore, faceva una corte distratta a Maura. Spesso nei lunghi pomeriggi d’inverno i quattro giovani si riunivano nella grande sala dei giochi del Re Goodman: Zaira dava sfoggio della sua mediocre abilità nel suonare il piano, accompagnata dalla sorella altrettanto presuntuosa e mediocre nel cantare.
“Brave! Mi mandate in estasi” disse Oscar.
“Si, anche a me, e quando riuscirete a distinguere le sette note, sarà davvero il paradiso!” sghignazzò Eduard verso l’amico.
“Voi siete proprio incorreggibile!” esclamò stizzita Maura verso Eduard.
“Ma cara, sapete bene che mai ho udito una esecuzione che eguagli quella delle Vostre due Altezze!” rispose lusinghiero Eduard per farsi perdonare, quando si sentì bussare alla porta ed un servitore annunciò.
“Vostra Altezza Zaira è attesa per provare l’abito nuziale”.
“Dì a Linda di attendermi nelle mie stanze” ordinò Zaira.
“No, ti prego! Fai portare il vestito qui, voglio mostrarlo a Eduard” esclamò Maura e Eduard, benché non avesse la minima curiosità di vederlo, per compiacerla disse:
“Si, di grazia. Lo vorrei ammirare!”.
“Vi accontenterò a condizione che Oscar esca dalla stanza” disse Zaira e poi rivolta ad Oscar continuò:
“Caro, potete uscire per qualche minuto?”
“Come voi desiderate” le rispose, ed uscì.
Poco dopo Linda entrò accompagnata da due servitori che portavano un grande baule; fece un inchino ed alzò il viso verso i presenti ma, non appena il suo sguardo incontrò quello di Eduard, il cuore, senza controllo, prese a batterle forte e, non riuscendosi a controllare, arrosì in volto. Eduard, invece ebbe la reazione contraria, il sangue gli si ghiacciò nelle vene, smise quasi di respirare e fu preso da un pallore niveo che cessò un po’ quando la voce di Zaira, accortasi delle reazioni dei due, lo fece trasalire:
“Buondì mia cara, hai fatto quelle modifiche allo strascico?” chiese a Linda
“Si, Vostra Altezza, e ho portato qui il disegno dell’acconciatura” e togliendolo fuori dalla borsa glielo porse e continuò:
“Sono dei nastri da inserire tra le trecce che formano lo chignòn, con dei piccoli fiori di pesco appuntati qua e là fra i capelli” spiegò.
Zaira lo guardò un secondo poi, consegnandolo alla sorella, disse sprezzante:
“Guarda Maura, non lo trovi di pessimo gusto?”
Maura lo guardò e, pur piacendole, per assecondare la sorella disse:
“Concordo con te sorella nel dire che è un’acconciatura adatta ad una contadina, guarda anche tu, Eduard ” e gli consegnò il foglio.
Lui lo osservò attentamente, si meravigliò dell’abilità e dell’arte con cui era stato fatto il disegno e sentenziò:
“Trovo che sia una delle più belle ed eleganti acconciature che meritino di fregiare il capo di una bella dama, la semplicità ne esalta l’eleganza e l’idea dei fiori è una felice allegoria della freschezza della giovane sposa. Mi complimento con Voi, donna Linda” concluse Eduard guardandola con occhi innamorati, e subito Linda ringraziò con un inchino mentre il suo cuore continuava a palpitare, gonfio d’amore.
“Acconsento che questa sia l’acconciatura, solo per l’affetto e la stima che nutro per Voi, Eduard; ora per favore scusateci, continueremo le prove dell’abito nelle mie stanze” e senza aspettare cenno di risposta, Zaira girò di spalle e uscì dalla stanza seguita da Maura, i due servitori e Linda che non potè fare a meno di voltarsi un attimo per vedere, una volta ancora, il bell’Eduard, che la fissava incantato.
Era stato amore a prima vista, Linda vestita di un grazioso abito verde era bellissima e col suo sguardo dolce, aveva incantato Eduard che, spinto da una forza misteriosa, sentiva già di esserne perdutamente innamorato.
Subito Eduard corse dall’amico; lo trovò in biblioteca intento a leggere un libro:
“Mi sono innamorato!!” gridò all’amico, chiudendo la porta alle sue spalle.
“Finalmente!!!!” esclamò Oscar “E posso sapere qual è stata l’astuzia femminile che Maura ha ingegnato per darti il colpo di grazia?”
“Uno sguardo, solo un sguardo e il mio cuore è stato subito di Linda” sospirò Eduard
“Linda?” chiese stupito Oscar
“Si! Un angelo dai capelli color tramonto! Ah!” e sospirando nuovamente si accasciò su un sofà e raccontò all’amico le circostanze dell’innamoramento.
La sera sul tardi, Linda raccontava a zia Adele le stesse cose con uguale trasporto:
“Toglitelo da quella testolina! Questo incontro non ti porterà nulla do buono!” la rimproverò zia Adele.
Passò qualche giorno ed Eduard, preso dalla voglia di rivederla, con l’aiuto di Oscar cercava un modo per avere sue notizie, ma a nulla erano valse le domande alle due sorelle o ai servitori: nessuno aveva informazioni sulla sua amata. In verità Zaira sospettava sull’interessamento di Eduard nei confronti di Linda e con ogni stratagemma impedì che i due si potessero incontrare. I due amici, così, ogni mattina presero l’abitudine di girare a cavallo per le vie del regno, ma Linda era sempre chiusa in casa a lavorare e a nulla valsero i loro sforzi. A Oscar venne in mente un piano: chiese alla madre, la regina del Bluesky, di mandare un biglietto a Zaira con la personale richiesta di far venire alla sua corte la sarta Linda per farle confezionare un abito.
“Che sventura! Non posso rifiutare” disse stizzita Zaira a Maura dopo aver letto il biglietto.
“Purtroppo per me, dovrai esaudire la richiesta di sua maestà la regina” disse sconsolata Maura
“Non è ancora detto, ci sarebbe un modo per evitarlo…” disse misteriosa Zaira e si sedette silenziosa accanto alla sorella, poi continuò:
“Se la poveretta dovesse fatalmente morire, io sarei sciolta dall’impegno e i nostri guai sarebbero finiti!” eclamò trionfalmente Zaira.
Maura tacque pensierosa, e pochi minuti dopo già le due sorelle avevano tramato il modo per uccidere Linda; trascorsero l’intera notte in una delle torri del castello dove viveva la perfida strega Dolores: era davvero brutta, vestita con un abito grigio e consunto, aveva grigi capelli crespi sciolti sulle spalle, viso rugoso con occhi neri, semichiusi, e la bocca sormontata da neri e lunghi pelacci; aveva sempre vissuto lì, allevata e istruita dallo stregone Maal, morto anni prima.
“Vogliamo che Linda la sarta muoia domani” dissero in coro le sorelle a Dolores
“Vi posso esaudire, ma avrò bisogno di un suo oggetto personale” rispose Dolores
“Ecco!” disse Zaira porgendole un paio di forbici che Linda aveva scordato l’ultima volta che era stata a palazzo.
“Bene, stanotte dovrete aiutarmi a preparare il maleficio” e così dicendo le condusse in una parte della stanza dove si trovava un grande pentolone, accese il fuoco e ci mise dentro le forbici, acqua, aglio, un dente cariato di Maal, polvere di lucertola essiccata al sole mentre schiacciava un pisolino, capelli di giullare morto dal ridere e sbadigli di sentinella morta di sonno, e così, facendo i turni, le tre passarono la notte a mescolare quella brodaglia nel pentolone ripetendo:
“LA MORTE CHE PRESTO VERRA’
CON FORBICI DI SARTA
LA SUA VITA RECIDERA'”
All’alba Dolores tolse le forbici dal pentolone, le fece raffreddare e le consegnò a Zaira che subito le ripose in un cofanetto e le consegnò ad un servitore orinandogli di portare immediatamente il cofanetto a Linda. Linda ricevette le forbici, le prese in mano e subito:
“Ahi! Mi sono punta!” urlò, e a nulla valsero gli sforzi di zia Adele, del medico e dei vicini accorsi: il sangue continuò a uscire senza rimedio fino a quando, ormai esangue, la povera Linda spirò nel suo letto. La notizia della sua morte fece presto il giro di tutto il regno e giunse anche nel Bluesky, portata da un biglietto di scuse di Zaira per la regina, nel quale la informava che la sua sarta era venuta meno e che avrebbe fatto in modo di trovarle, al più presto, un’altra sarta ancora più abile.
Quando Eduard apprese dall’amico la triste notizia, fuori di sé, montò sul suo cavallo e cavalcò per ore; poi tornò, e come un fulmine si diresse nelle stanze di Crisante. Lo trovò come al solito, in compagnia della pazza, che dava da mangiare ai piccioni viaggiatori:
“Ti prego, devi assolutamente aiutarmi!” lo implorò Eduard gettandoglisi ai piedi.
“Alzati Eduard” gli disse amichevolmente aiutandolo a sollevarsi “Spiegami cosa è successo”
“Devi riportare in vita la donna che amo, per favore! La mia vita non ha più senso senza di lei!” disse scoppiando in lacrime.
“Farò quello che mi chiedi ma devi portarmi una ciocca dei suoi capelli” gli disse e Eduard, senza rispondergli, corse via accompagnato da Oscar e giunse nel regno di Re Goodman la sera stessa:
“Dove si trova la casa della sarta Linda?” chiedevano i due a tutte le persone che incontravano per le vie del regno, fino a quando un bambino rispose:
“E’ proprio in fondo a questa strada” e, in un tiro di schioppo i due furono lì; si fecero largo fra la gente e scorsero Linda, bellissima, adagiata sul letto ricoperto di fiori profumati:
“Linda, amore mio!” disse tra le lacrime Eduard stringendola a sé mentre Adele li guardava incredula, poi prese le forbici, le stesse che l’avevano uccisa, e le tagliò una ciocca di capelli, poi rivoltosi ad Adele:
“Voglio che sia lasciata qui sino al mio ritorno” disse e ripartì con l’amico.
A notte inoltrata Eduard consegnò la ciocca a Crisante che, appena la vide, sbiancò in viso mentre la pazza, che era lì, scoppiò a gridare:
“Fiamma! Fiamma!” e a strapparsi i capelli graffiandosi nello stesso tempo il viso; venne subito legata e Crisante disse:
“Vi spiegherò” e si rinchiuse nel suo laboratorio a preparare strani intrugli e a recitare formule magiche per tutta la notte. All’alba uscì, si sedette vicino ai due amici e disse:
“La ragazza è stata vittima del maleficio delle forbici che sono state usate per reciderle la ciocca, e presto si risveglierà, ma c’è una storia che devo raccontarvi: vent’anni fa, il principino Oscar che aveva due anni, giocava nel prato vicino al fiume con la tata e sua sorella gemella Fiamma”
“Sorella?” ripetè, sbiancato in viso, Oscar
“Si , Oscar! Tu avevi una sorella dai capelli color tramonto proprio come questi” disse Crisante mostrando la ciocca
“E poi cosa successe?” chiese Eduard ansioso
“La buona tata non si accorse che Fiamma si era avvicinata troppo al fiume, se non quando era troppo tardi, e la vide caderci dentro; dal giorno non si seppe più nulla della bambina e si credette che fosse annegata e trascinata chissà dove dalla corrente. I tuoi genitori, Oscar, vinti dal dolore, ordinarono che il nome di Fiamma non venisse più fatto, e, questa povera pazza è stata la tua tata!”.
“Quindi Linda è Fiamma!! Devo correre a dirlo ai miei genitori!” esclamò festante Oscar e, prima di andare disse all’amico:
“Ora hai la tua principessa!”
Eduard rimase per un po’ senza parole, poi decise di tornare dalla sua amata, ormai ristabilita; la baciò e le raccontò la storia della sua vera identità confermata dal racconto di Adele sul suo ritrovamento sulle rive del fiume.
Linda, anzi, principessa Fiamma, tornò a casa nel Bluesky festeggiata da tutti, ma non vi dimorò a lungo, perché presto sposò Eduard, indossando l’abito color pesca, e andò a vivere con lui nel GreenMountain.
Oscar riuscì a smascherare le trame di Zaira e Maura che vennero rinchiuse a vita in convento…ma Oscar riuscì a trovare moglie? Si! E’ colei che vi ha raccontato questa storia!

Dany Kant: dany.kant@tiscali.it