Nel periodo della gravidanza e dell’allattamento tutto ciò che entra in contatto con la mamma, passa facilmente al bambino, per questo motivo è molto importante fare attenzione alle sostanze chimiche contenute nei cosmetici.

Durante il primo trimestre, infatti, gli organi del feto si stanno ancora formando e il pericolo di malformazioni è più elevato. In questa fase, oltre a molti farmaci, è consigliabile evitare trattamenti che portino sostanze chimiche a contatto con il cuoio capelluto: tinture per capelli, permanente, stiratura. In particolare bisogna evitare sostanze come ammoniaca e resorcina, che possono venire assorbite dall'organismo tramite il cuoio capelluto e raggiungere il feto attraversando la placenta. Anche gli ossidanti sono da evitare, ad esempio l'acqua ossigenata. 
Così si restringe moltissimo il campo delle tinture possibili, ma non bisogna disperare, una soluzione possono offrircela i rimedi naturali come l’henné, una pianta in grado di colorare i capelli con tonalità dal rosso al mogano o l’indigo una pianta che colora di nero. Tuttavia queste piante non hanno una copertura totale della colorazione del capello e la loro durata è minore rispetto alle altre tinte.
I colpi di sole o le meches fatte con la cuffia hanno il pregio di non entrare in contatto col cuoio capelluto e di potersi fare in vari colori.

 

In ogni caso ricordate che non esiste in commercio più o meno nessuna tintura veramente del tutto vegetale (la maggior parte della pubblicità mente). Anche l’henné si trova quasi sempre mescolato ad altre sostanze chimiche (ad esempio il picramato), quando è puro colora solo di rosso: i pseudo henné bruni o neri non sono naturali.

di Silvia V.

Fonte: Maurice Mességué, Il mio erbario di bellezza, Mondadori


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