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La pecora Chiaretta

La pecora Chiaretta

Immaginate un prato verde alle spalle di una montagna con margherite e tanti fiorellini di tutti i colori, una brezza che accarezza i vostri capelli ed un leggero profumo di campagna, è l’ora del tramonto e gli ultimi raggi di sole fanno capolino tra le cime della montagna.

Li, a due passi da un piccolo laghetto di montagna, un gregge di pecore sta brucando gli ultimi ciuffi d’erba prima di rientrare all’ovile.
D’un tratto uno strano rumore mette in allarme tutto il gregge, le pecore si radunano in gruppo e richiamandosi l’un l’altra si incamminano verso l’ovile mormorando: “presto c’è odore di lupo nelle vicinanze, dobbiamo rientrare subito”.

Una di loro, Chiaretta, un po’ attardata, viene richiamata dalle colleghe …… “ei cosa fai non vieni ? c’è un lupo nelle vicinanze, se sente la nostra presenza sicuramente viene qui e ci mangia tutte, corri!”
Chiaretta incurante dei richiami continua a brucare rassicurando le colleghe ….”andate pure avanti, poi vi raggiungo”
Ma le compagne di Chiaretta non hanno fatto a tempo a sentire la risposta, tanta la paura che sono rapidamente scomparse lungo il sentiero che dietro la collina porta all’ovile.

Tranquilla tranquilla Chiaretta continua a brucare saltellando di qua e di là incurante del pericolo incombente, ed ecco che di li a poco un grosso lupo spunta dal vicino bosco, si avvicina quatto quatto a Chiaretta pronto a saltargli addosso.
D’un tratto un silenzio di tomba corre su tutta la spianata, il lupo è a pochi passi dalla pecora, e sta per spiccare il salto fatale.

Ma …….. che succede ………… la pecora, attratta da un magnifico ciuffo di margherite salta sulla destra e il lupo, che ormai aveva spiccato il salto, …….. atterra proprio dove poco prima avevano pascolato delle mucche……….
Potete immaginare il lupo come era conciato, già sporco di suo di fango, ora aveva cacca di mucca su tutto il corpo ed ancor peggio nuvole di mosche e moscerini gli ronzavano attorno, come danzando per il rinnovato pasto a disposizione. Chiaretta accortasi di quanto è successo, scoppia fragorosamente a ridere.
Il lupo, ripresosi dall’impatto con il “pranzo delle mosche” dice con voce rauca e qualche colpo di tosse (un po’ di cacca gli era andata a finire anche in bocca): “Cos’hai da ridere, tra poco ti sbrano e così la smetti di divertirti”.
Chiaretta, per nulla impressionata ribatte al lupo “… va beeeeene non sono fuggita come le altre colleghe e così ti ho facilitato il compito pertanto questa sera sarò la tua cena, ma avrò almeno diritto al desiderio del condannato o no?”
Va bene dice il lupo, “dimmi quale è il tuo desiderio e facciamola finita presto che ho fame”,
con voce decisa la pecorella risponde: ” … io sono una pecorella bella e tutta pulita e voglio essere mangiata da un lupo anche lui tutto lavato e pulito”
“Ma che cavolfiore di desiderio e mo che dovrei fa”, dice il lupo, “ma proprio la più matta mi doveva capitare, speriamo almeno sia tenera, e ……. dimmi cosa dovrei fare?” conclude il lupo.
“molto semplice” risponde la Chiaretta, “fai un bel bagno nel laghetto qui di fronte a te, anzi prima di bagnarti guardati nello specchio d’acqua e così ti renderai conto di come sei conciato, non si va a tavola così sporchi, non te lo ha insegnato mamma lupa?”.

“Ma guarda cosa mi tocca subire” borbotta il lupo, “del resto io sono un lupo d’onore e mantengo le promesse”.
Il lupo si avvicina allo stagno e quasi si sorprende nel vedersi tramite lo specchio d’acqua tutto inzaccherato di fango e cacca di mucca, “in effetti non hai tutti i torti ” dice il lupo con voce accomodante. “Se ti sbrano così conciato poi finisco di mangiarmi anche fango e cacca, se invece mi lavo poi potrò gustare tutto il vero sapore di una giovane e tenera pecorella”.

Il lupo spicca un salto e giù nello stagno, poco dopo ne esce tutto pulito, e tornato a guardarsi sullo specchio d’acqua quasi quasi non si riconosce.
Affianco a lui la pecorella lo elogia e si vanta del fatto che a sbranarla non sarà il solito lupo zozzo e rozzo, ma un bellissimo lupo lindo e pinto come pochi se ne sono visti nel bosco.
“che bello che sei”, dice la pecorella e prosegue: “è un peccato però…….”
“Un peccato cosa?” , ribadisce il lupo, “ho esaudito il tuo ultimo desiderio, e cosa ti manca ora, dimmi sono curioso ed …….. AFFAMATO, spiegami, non ho altro tempo da perdere”
“Beeeeeeeeeee”, dice la pecorella ,” pensa che peccato, tu adesso, come è tuo diritto, mi sbrani, mi mangi e sazio di me ti metti subito a dormire nuovamente a sporco , questa volta di sangue, e tutta la tua bellezza dove è andata a finire?”.

“Fammi capire dove vuoi arrivare” borbotta il lupo gonfiandosi il petto quasi per ribadire che qui comanda lui e che le chiacchiere stanno a zero.
“Beeeee”, prosegue la pecorella, “non potresti rimandare la cena di questa sera ad una bella colazione mattutina, pensa che bello svegliarsi bello pulito, la mattina comincerebbe sicuramente di buon umore specie se c’è con una bella pecorella per colazione.”
Il lupo acciglia la fronte ci riflette, sembra quasi convinto, e poi risponde “metti che accetto la tua proposta, dimmi, poi che mi mangio questa sera per cena?”
“Sai” risponde subito con fare suadente la pecorella, “la sera è meglio stare leggeri, anche noi pecorelle la mattina mangiamo di più, la sera ci limitiamo a qualche ciuffo di margherite, sai facilitano il sonno, pensa pure il pastore vedo che ogni tanto ne prende un po’ per prepararsi una bevanda che sorseggia prima di andare a dormire, pertanto per questa sera potresti provare un pranzo vegetariano”.
“Ma guarda dove mi sono andato a cacciare”, borbotta tra se e se il lupo con oramai le spalle a terra, “ma perché non mi sono sbranato quella piccola volpe che mi ha tagliato la strada mentre andavo in cerca di pecore, è vero chi si accontenta gode ed a quest’ora avrei avuto la pancia piena.”
Esausto, anche un po’ assonnato il lupo acconsente “e vabbbe (i lupi raddoppiamo le b) andiamo a mangiare un po’ d’erba”.

Con una certa serenità, per la giornata di vita guadagnata e assumendo anche un fare da esperta dietologa, Chiaretta mostra al lupo le erbe da mangiare: “prendi questa è buonissima, stai attento a quest’altra masticala bene senno ti rimane sullo stomaco, vedi quest’erba verde scura, se qualche volta sei costretto a mangiare una pecora un po’ vecchia e pensi ti possa restare di difficile digestione, mangiane due o tre ciuffi, ti aiuterà a digerirla, ora mangia anche un po’ di questa erba camomilla ti aiuterà a rilassarti dopo questa giornata faticosa”, e proseguendo nella cena vegetariana, la pecorella mostra tutte le proprietà delle varie erbe e fiori che inverdiscono la spianata.
Il sole è oramai tramontato, solo qualche lucciola illumina con flebili lampi la spianata, il lupo e la pecorella si accasciano abbracciati nel sottobosco nei pressi di un grosso albero.

State tranquilli, non è nata nessuna storia d’amore, il lupo abbraccia la pecora perché, nonostante l’erba camomilla, ha chiaro nella sua mente che la pecora non gli deve scappare, è la sua colazione di domani.
Il sole con i suoi primi raggi dall’orizzonte comincia ad illuminare la spianata creando fantastici riflessi di luci sul piccolo laghetto, i primi uccelli cominciano a cinguettare sugli alberi.

Risvegliato dal cinguettio degli uccelli che si lucidano le piume bagnandosi sul laghetto, il lupo comincia a stiracchiarsi e ancora sotto l’effetto di quell’erba, cerca di capire il perché e il come è mai si trova con una pecorella tra le braccia.

La situazione è confusa pur sentendosi sazio il lupo non capisce perché la pecorella al suo fianco è ancora viva, pochi secondi ancora e il lupo riprende a pieno il suo ruolo di lupo cattivo, sveglia la pecorella e la informa di ciò che le sta per accadere.

“Ma ……..” con voce flebile e nello stesso tempo via via più decisa Chiaretta chiede al lupo ” vuoi vuoi ….. almeno dirmi come ti senti? Di la verità hai dormito bene e stamani ti senti tutto arzillo, perché rovinare questo momento, se mi mangi pensa cosa perdi, torneresti subito un brutto e sporco lupo e non avresti più un’…… amica pronta a farti apprezzare le altre belle cose oltre della vita”.
Il lupo “bello” a questo punto non sa più che fare, riflette sull’accaduto e pensa che tutto sommato l’idea della pecorella non gli dispiaceva e pertanto decide di approfondire la materia e per non dare soddisfazione a Chiaretta, le dice “senti, tutto sommato mi sento ancora sazio della cena di ieri, e poi quell’insalatina non era nulla male, ogni tanto pure a noi lupi fa bene mangiare vegetariano”.
La giornata prosegue nella spianata con il lupo che affianco alla pecorella impara a riconoscere le erbe ed i fiori buoni da mangiare fino a tarda sera quando, stanchi ma ambedue soddisfatti per la bella giornata trascorsa assieme ambedue si accasciano nei pressi di una quercia per il meritato riposo.

Ambedue sono già appisolati, le margherite hanno fatto subito effetto, qualche raggio di luce fende ancora il vicino bosco colorando di rosso intenso il vicino laghetto c’è ancora luce abbastanza perché …………
….. un altro lupo possa scorgere le due sagome appisolate sotto la quercia, con passo da lupo (non poteva essere altrimenti) si avvicina silenziosamente alla coppia e come sa fare un lupo, alza la zampa del lupo bello, e sfila via la pecora senza fare il minimo rumore.

Presa ben saldamente la pecorella tra le zampe, il lupo “Brutto”, a passo sempre più svelto, comincia ad allontanarsi pregustando i gustoso banchetto che farà di li a poco.

Ancora una volta un silenzio di tomba scende su tutta la spianata, cala il vento e gli uccellini smettono di cantare quasi per dare la possibilità al lupo bello di sentire il rumore causato dal calpestio delle foglie del lupo brutto in fuga nella speranza che si possa destare dal profondo sonno e correre i aiuto alla pecorella bella.
Svegliatasi e ripresasi dallo spavento la pecorella bella comincia a gridare “lupo bello aiuto, aiutoooo c’è un lupo brutto e cattivo che mi vuole mangiare, aiutoo….”, grazie al silenzio di tomba le grida della pecorella fanno svegliare di soprassalto il lupo bello che subito accortosi dell’accaduto prende con se tutte le energie e parte alla carica del lupo brutto per riprendersi Chiaretta.

Fiero della necessità di correre in salvo della pecorella che tante cose gli aveva insegnato correndo sempre più velocemente si avvicina sempre più con passo deciso verso il lupo brutto che accortosi dell’inseguimento grida “ma dai facciamo metà per uno la prossima volta penso io a portarti una pecorella in cambio tu non ce la farai mai a mangiarla tutta in un boccone”.

Il lupo bello, che nel frattempo aveva raccolto da per terra un nodoso ramo di quercia, raggiunge il lupo brutto, ed a suon di legnate lo costringe a lasciare la pecorella ed a darsela velocemente a gambe.
I due finalmente si trovano nuovamente assieme, contenti per il pericolo scampato, e felici e contenti (le favole finiscono sempre così) decidono di restare amici per sempre.

Morale della favola: Affronta il pericolo con la massima calma e trasformi un nemico in un tuo alleato.

Roberto Grassetti: etabeta48@yahoo.com