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L’amore è per l’eternità

L’amore è per l’eternità

C’era una volta un piccolo villaggio, dove le persone vivevano felici e serene, un paese che non conosceva cosa fosse la guerra e ogni tipo di cattiveria, dove gli abitanti conoscevano solo l’amore, il sorriso e la cordialità. Un giorno però, passò di lì una vecchia strega cattiva, che viveva nel bosco, e vedendo tutte quelle persone felici fu morsa dall’invidia e pensò di fare un incantesimo cosicché anche quel villaggio sarebbe piombato nel buio della tristezza. La vecchia strega, una volta tornata nella sua casa nel bosco, che nessuno mai aveva osato avvicinare, raccolse tutti gli ingredienti necessari per l’incantesimo e cominciò a mescolarli nel suo pentolone: “bratacal, bratacal, fa che scappi il bene e venga il mal” questo pronunciava la strega, era una delle sue formule segrete, e ancora: “Scatapin, scatapa, che il male rimanga là” -“patacar, patacar che sorrisi e baci volino via per il mar”.

La strega aveva un gran libro nero, che conservava in un vecchio ripostiglio buio e pieno di ragnatele, con tutte le formule magiche, quest’incantesimo lo aveva già fatto tante volte, infatti, tutti i villaggi della zona erano sotto il suo influsso e le persone vivevano nel buio della tristezza e della cattiveria.

Preparata la pozione e chiusa in una boccetta, la vecchia strega si diresse verso il villaggio e dette le ultime parole magiche, sparse la polvere nell’aria, il cielo a quel punto si oscurò, un vento forte cominciò a soffiare spargendo l’incantesimo su tutte le case: tutti i sorrisi delle persone e i baci scomparvero e la strega li racchiuse in un gran recipiente di terracotta, lo tappò per evitare che uscissero e tornò sghignazzante e soddisfatta nella sua casa.

Sul villaggio piombò il buio, le persone cominciarono a litigare fra loro, nessuno andava più d’accordo, non c’era più l’amore, non c’erano più i baci, nessuno sapeva più cosa fossero, le mamme non davano più il bacio della buona notte ai figli, che non si addormentavano, anche i fratelli non si amavano più e litigavano continuamente.

Un giorno Nila,che era una giovane, la più bella ragazza del villaggio sognò nella notte che un principe venuto per lei, sorridendo la prendesse con lei e la baciasse, vivendo per sempre felici. Al suo risveglio, ripensando al sogno, si ricordò che esistevano i baci e i sorrisi, l’amore, ma che nessuno più sapeva nel villaggio cosa fossero. Nila, decise allora di chiedere aiuto, immaginando che quello che stava accadendo fosse frutto di qualche incantesimo. Prese il suo piccolo piccione e legò alla sua zampina un piccolo foglio con la richiesta di aiuto – “Va piccolino, cerca qualcuno che possa aiutarci, fa presto”.

Il piccione volò per due giorni e due notti, fino a quando non trovò un cavallo vicino ad una fontana fuori dal bosco, e vicino al cavallo un giovane; gli si avvicinò: “Ehi, tu, ascoltami”, disse.

“Chi è che parla?” rispose stupito il cavaliere.

“Sono io, sono qui, ma non hai proprio immaginazione? Sono il piccione, senti ho un messaggio per te, leggilo, sbrigati e vieni a salvare il villaggio”, concluse il piccione.

Letto il messaggio, il cavaliere disse: “Di alla tua padroncina che io, Bory correrò da lei e verrò a salvare il villaggio”.
Il piccione partì, per dare la notizia alla sua padroncina.

Bory, salì a cavallo e come una furia, corse disperatamente verso il villaggio, vi ci giunse dopo un giorno e una notte di cammino, cercò la casa di Nila, la trovò, bussò… “Salve, dolce fanciulla, mi chiamo Bory, sono al vostro servizio e a quello dei vostri paesani, ditemi come posso aiutarvi, davanti a cotanta bellezza m’illumino di gioia”.

“Grazie, bel principe, siete la salvezza del paese, siamo stati colpiti da un incantesimo della vecchia strega, ci ha tolto l’amore, il sorriso” disse la giovane.

“Ma voi, non avete perso l’amore, lo vedo dai vostri occhi, voi amate, sapete cos’è l’amore”.confidò il cavaliere.
“Oh, che animo dolce avete, sapeste come il mio cuore ha bisogno di amare e di essere amata, quanto affetto ho da donare, ma sapete qui nel villaggio sono tutte persone anziane, non come voi..”.

A quel punto la giovane arrossì e il cavaliere visto l’imbarazzo di lei, la confortò dicendole: “Non vergognatevi, mia principessa, è il fato che mi ha condotto da voi, io sono solo, non ho mai trovato una ragazza dolce, tenera come voi, i vostri occhi mi dicono che anche voi provate qualcosa per me, ditemi che è vero”.

“Si, ma non sono una principessa” rispose con un filo di voce Nila, che era ragazza molto timida, ma che sentiva dentro di provare qualcosa di speciale per quel ragazzo. Ma era amore! Amore infinito, unico e anche Bory provava le stesse cose per lei.

“Per me lo siete, siete la principessa più bella che ci sia al mondo”. Disse con trasporto Bory. “Ma allora l’incantesimo su di me non funziona, io provo amore e sento l’amore che mi viene donato, grazie mio principe, avete vinto l’incantesimo”, e mentre diceva quelle parole i due si baciarono e promettendosi eterno amore, Bory chiese la mano de Nila, che accettò.

“Ora dobbiamo liberare tutto il villaggio” disse la ragazza.

“Troveremo la casa della strega e romperemo l’incantesimo”. Disse Bory.

“Si, ma come faremo, e poi nessuno si è mai avvicinato alla sua casa, si dice che chi c’entra non ne esca più”. Rispose, un pò preoccupata Nila.

“Salite sul mio cavallo e insieme riusciremo a vincere l’incantesimo”. E partirono per la foresta. “Eccola, la casa è quella laggiù”. Disse Nila.

“Bene, cerca di attirare la vecchia strega fuori e distrarla, le daremo queste fragole con un potente sonnifero, io entrerò in casa per cercare qualche pozione, o qualche rimedio, tutte le streghe hanno un libro di incantesimi, devo trovarlo”. Sentenziò Bory.

Nila, si avvicinò alla casa e bussò: “Buongiorno, Signora, mi sono persa, potreste aiutarmi?” E le donò il cesto di fragole con il sonnifero.

La vecchia fece entrare Nila, e non fidandosi annusò di nascosto le fragole, accorgendosi della presenza del sonnifero: “Adesso ti faccio vedere io”. Pensò minacciosamente la vecchia strega. Nel frattempo Bory di nascosto era entrato da una finestra dal retro e cercava il libro degli incantesimi.

La strega allora, accortasi dell’inganno, offrì a Nila una porzione di frutta, cui aveva aggiunto anche una fragola contenente il sonnifero, e una sua pozione, Nila, per cortesia, la mangiò e dopo poco cadde in un sonno profondo.
“Volevi farla a me,eh?” Disse la strega.

Bory, arrivato nello scantinato, vide sopra uno scaffale, un grande libro nero, lo prese ed era, in effetti, il libro degli incantesimi, una volta preso corse via velocemente, riuscendo dalla finestra.

“Ce l’ho fatta, adesso riusciremo a far svanire la maledizione, ma prima voglio togliermi una soddisfazione, cercherò un incantesimo per far diventare la strega una innocua vecchina”. Pensò con entusiasmo Bory.

Bory attendeva il ritorno di Nila, ma le ore passavano e cominciò a preoccuparsi: “Deve essere successo qualcosa, la strega si deve essere accorta di qualcosa, adesso andrò dentro, ma prima…”. Ma prima Bory, aprì e cercò nel libro le parole per un incantesimo da fare alla vecchia strega, poi andò a bussare alla sua porta. Toc,Toc.

“Che cosa volete bel giovane”. Disse la vecchia, avendo capito che i due fossero insieme d’accordo. Bory, in quell’istante pronunciò la formula e la vecchia in un batter d’occhio, si trasformò in una dolce vecchina.
“Bene, così state meglio, e da oggi non farete più male a nessuno, anzi ripagherete tutto quello che avete fatto con l’amore che non avete mai dato” e poi disse un ‘altra formula: “Tutto quello che farà, solo con l’amore sarà”. Così la vecchia divenne una dolce e buona vecchina, piena d’amore per tutti.

Bory, sistemata la vecchia, entrò in casa per cercare la sua Nila, quando la vide distesa, in un sonno profondo, venne preso dallo sconforto : “Nila, Nila, sveglia, cosa ti ha fatto quella brutta strega”.

Poi continuò: “Adesso dovete dirmi come posso salvare la mia Nila”.

“C’è solo un modo. Solo il bacio dell’uomo della sua vita, colui che amerà per sempre, la risveglierà, altrimenti…”. Disse la vecchia.

Bory, prese Nila in braccio e adagiatala sul suo cavallo, la ricondusse al villaggio. Arrivato al villaggio e preso il libro, Bory cercò un antidoto per Nila, ma non trovò nulla, allora cercò e trovò quella per liberare il paese dall’incantesimo, e formulate le parole magiche, il cielo tornò di nuovo azzurro, e il vecchio contenitore dove erano i riposti i baci e l’amore, si frantumò e tutti poterono così riacquistare il sorriso.

Ma per Nila, non si era trovato l’antidoto, allora Bory, adagiò la sua amata sul prato e chiusi gli occhi, la baciò.
Nila, per incanto, dopo poche istanti aprì gli i suoi splendidi occhi.

“Dove siamo?”. Disse Nila.

Tutto intorno a loro era mutato, non esisteva più nulla, si trovavano in un mondo dove il tempo non scorreva, abitato solo da loro due, era il premio del loro grande amore che durò per l’eternità.

Maiorana Roberto: leopold@inwind.it