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Viaggio con un bimbo piccolo: dove e come andare?

Viaggio con un bimbo piccolo: dove e come andare?

Un viaggio insieme ad un figlio molto piccolo è una di quelle esperienze in cui la condivisione di situazioni, momenti e luoghi aiuta a creare quel senso di gruppo e di appartenenza che è poi il pilastro portante del sistema famiglia. È altrettanto ovvio però che il viaggiare con bambini molto piccoli richiede considerazioni diverse rispetto al caso in cui i bambini siano, ad esempio, già in grado di camminare.

Il primo punto da smarcare riguarda ovviamente il “dove”. Se il bambino è molto piccolo è probabile che non ricorderà nulla della vacanza e quindi è consigliabile scegliere località che siano piacevoli per i genitori ma non troppo stressanti per il bambino.
A tal proposito ci sono due raccomandazioni. La prima: portate un passeggino ultraleggero perché quando si cammina per diverse ore al giorno anche un chilo di differenza rispetto ad un passeggino tradizionale farà la differenza sulla vostra stanchezza ed il vostro umore (ad esempio vedi qui). La seconda raccomandazione è invece quella di evitare di frequentare luoghi troppo affollati; i bambini troppo piccoli non gradiscono.

Cercate sempre di avere a disposizione i servizi minimi: un luogo dove cambiare il piccolo se necessario, l’attrezzatura per scaldare il suo cibo e la possibilità di accedere alle cure mediche se il caso lo richiede. In questa direzione è possibile definire due tipologie di destinazioni “tipiche” in grado di contemplare questi requisiti; le prime sono le grandi capitali europee. Ci sono i servizi, tutto il necessario per le emergenze e tanto da vedere anche per mamma e papà.

In alternativa valutate dei villaggi vacanze se il piccolo non cammina ancora o dei parchi per bambini nel caso in cui invece il bambino sia già in grado di camminare. Questi luoghi sono solitamente disegnati affinché i visitatori possano raggiungere velocemente una dimensione di relax e di divertimento, e sono inoltre garantiti tutti quei servizi (logistici e non) di cui una “neo-famiglia” ha bisogno.

Writer: Elena Ridolfi